PATOLOGIE

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’utilizzo dei DISPOSITIVI VACUUM – abbinati o meno a terapia farmacologica orale o intracavernosa – è una “linea terapeutica” nei pazienti con disfunzione erettile subclinica e nelle fibrosi acquisite del pene.

La DISFUNZIONE ERETTILE [a] (DE) è definita la costante o ricorrente incapacità dell’uomo a ottenere e/o mantenere un’erezione peniena sufficiente per la penetrazione nel rapporto sessuale.
La DE può insorgere a qualsiasi età dopo la pubertà, con un deciso incremento dopo i sessanta anni di età. E’ importante valutare le aspettative del paziente prima e durante il trattamento della DE.
Pazienti e partners dovrebbero essere resi edotti delle cause e delle possibili opzioni terapeutiche. In ogni singolo paziente vanno enfatizzate l’identificazione ed il riconoscimento dei fattori medici e psicologici associati alla DE.


PAZIENTI CANDIDATI ALLA TERAPIA FISICA

1.

PAZIENTE CON DISFUNZIONE ERETTILE (DE) SUBCLINICA E/O NON CONSENZIENTE A CORPOROPLASTICA CORRETTIVA O IMPIANTO PROTESICO PENIENO.

Principio base d’azione e il netto incremento della tensione di ossigeno, mediante vasodilatazione, all’interno del corpo cavernoso ed il loro utilizzo è utile nei pazienti anziani o con gravi comorbidità o controindicazioni al trattamento farmacologico soprattutto intracavernoso [...].

2.

PAZIENTE SOTTOPOSTO A CHIRURGIA PENIENA E/O ALTRA CHIRURGIA (DEMOLITIVA PELVICA, PROSTATECTOMIA RADICALE – PX) CON DISFUNZIONE ERETTILE SECONDARIA

L’ipotesi di base è che l’induzione artificiale di erezioni subito dopo l’intervento chirurgico facilita l’ossigenazione dei tessuti, riducendo fibrosi cavernosa in assenza di erezioni notturne, potenzialmente aumentando la probabilità di preservare la funzione erettile. Dispositivi Vacuum, grazie alla loro capacità di portare il sangue al pene, indipendentemente di disturbo nervoso, sono diventati utili nella riabilitazione del pene.
I pazienti che si sottopongono a prostatectomia radicale (RP) nerve-sparing (NS) e non nervesparing (NNS), di solito segnalano l’assenza di erezione spontanea (sia notturno che al risveglio) durante il periodo post-operatorio. Il dispositivo vacuum, aiuta a preservare le dimensioni del pene dopo prostatectomia radicale retropubica e facilita una ripresa dell’attività sessuale. La disfunzione erettile (DE) e il restringimento del pene (PS) sono le principali problematiche dopo prostatectomia radicale (RP).

3.

PAZIENTE CON LESIONE PENIENA FIBROTICA E/O FIBROCALCIFICA (I.P.P. – Induratio Penis Plastica) CON CONSERVATA CAPACITA’ COITALE.

Colpisce prevalentemente uomini di mezza età, molto più raramente soggetti giovani o anziani. Nei giovani infatti l’enorme elasticità dei tessuti è in grado di assorbire questo tipo di traumi, di contro negli anziani la scarsa elasticità dei tessuti si accompagna però a una notevole riduzione dell’energia durante i rapporti sessuali: ecco spiegato perché è proprio nella mezza età, quando lo stress a carico del pene è ancora elevato ma i tessuti perdono gradualmente la loro elasticità, che si verifica la malattia. La fibrosi peniena è caratterizzata da una fibrosi della tunica albuginea, ovvero la guaina scarsamente vascolarizzata che riveste i corpi cavernosi del pene. Questo determina una limitazione alla elasticità della fascia del pene interessata dalla malattia durante le erezioni e una conseguente curvatura.
La terapia con il dispositivo vacuum può migliorare o stabilizzare la curvatura e potrebbe ridurre il numero di pazienti che necessitano di intervento chirurgico.

4.

PAZIENTI DIABETICI, IPERTESI, CARDIOPATICI E FORTI FUMATORI CON MAGGIOR RISCHIO DI SVILUPPARE PATOLOGIE PENIENE DISFUNZIONALI ED ORGANICHE.

Gli uomini con meno di 60 anni di età, affetti da DE, presentano un rischio maggiore di avere malattia coronarica cronica.
La disfunzione sessuale maschile tra i pazienti diabetici può includere disturbi della libido, problemi di eiaculazione e disfunzione erettile (DE). Molti pazienti pensano che la loro DE sia “psicologica”, può essere un sollievo sapere che la loro DE è fisica e dovuta al diabete, perciò curabile.

5.

PREPARAZIONE A IMPIANTO PROTESICO PENIENO

I risultati clinici per l’uso pre-operatorio del dispositivo vacuum hanno dimostrato una maggiore dilatazione del corpo cavernoso e un’aumento del cilindro impiantato in lunghezza. I pazienti tendono a provare meno dolore grazie alla preparazione del tessuto erettile reso possibile dall’utilizzo del dispositivo in precedenza all’impianto protesico penieno.

 

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